Brehme: da Barmbek al mondiale della riunificazione

Amburgo, 8 luglio 2020. La pioggerellina fresca dell’estate del nord della Germania cade senza sosta sulla strada che costeggia un nuovo casseggiato appena costruito nel quartiere di Barmbek, nella zona nord della città. Le biciclette passano sulla ciclabile incuranti del vento freddo che fa scendere la temperatura fino a 12 gradi. Sembrerebbe un normale mercoledì di luglio in un’anonima zona di un posto distante, se non fosse che qui, al numero 210 di Steilshooper Straße, proprio dove ora c’è l’ingresso di una palazzina in mattoni, un tempo sorgesse uno degli stadi più importanti della città anseatica. Uno stadio che fece grande un giocatore che, anni dopo, nel 1990, avrebbe trascorso il suo 8 luglio in un altro luogo, avvolto dal caldo dell’estate italiana. E avrebbe regalato al suo Paese una delle più grandi gioie della sua storia, non solo calcistica.

Andreas Brehme nello stadio Wilhelm-Rupprecht-Platz, soprannominato Barmbeker Anfield in onore della casa del Liverpool, ha mosso i suoi primi passi da giocatore vestendo la maglia della squadra del suo quartiere, il Barmbek-Uhlenhorst o BU, come lo chiamano ad Amburgo: 66 le sue partite con la maglia dei gialloblù condite da 10 gol. Dopo questa prima esperienza, Brehme inizia a scalare le gerarchie del calcio tedesco: Saarbrücken, Kaiserslautern e poi il grande Bayern Monaco. Nel 1988 la chiamata dell’Inter e, l’anno successivo, la vittoria dello scudetto dei record con i nerazzurri guidati da Giovanni Trappattoni. Rimane a Milano fino al 1992, per poi passare al Real Saragoza e chiudere con un ritorno al Kaiserslautern nel 1998. Ma nell’estate del 1990 Brehme, che deve ancora compiere 30 anni, vive in Italia e si presenta all’appuntamento mondiale con la sua Germania Ovest in piena forma.

Brehme (a destra) con Klinsmann e Matthäus (Twitter)

Il mondiale italiano per i ragazzi di Franz Beckenbauer non è un evento sportivo come un altro, ma un avvenimento unico: solamente pochi mesi prima, nel novembre del 1989, il muro che divideva Berlino in due è caduto senza quasi che i governi delle due Germanie se ne rendessero conto. Il Paese si sta avviando verso quel processo di unificazione che attende da quarant’anni e, per la prima volta, gli abitanti di Lipsia e quelli di Amburgo, quelli di Dresda e quelli di Monaco, seguono la stessa nazionale.

La squadra tedesca parte subito alla grande: 4-1 alla Jugoslavia e 5-1 agli Emirati Arabi uniti, poi un pareggio per 1-1 con la Colombia e la qualificazione agli ottavi è in tasca. Con i Paesi Bassi, a Milano, la vittoria per 2-1 arriva proprio grazie al raddoppio di Brehme, sempre più titolare inamovibile nell’undici del Kaiser Beckenbauer. Superata la Cecoslovacchia per 1-0 ai quarti, è ancora Brehme a togliere dai problemi i suoi segnando sia una rete contro l’Inghilterra che siglando il suo rigore nella lotteria che qualifica la Germania Ovest alla finale di Roma.

Nella Città eterna, davanti all’Argentina campione del mondo in carica di Maradona, Brehme compie l’azione che ancora oggi lo fa ricordare in tutta la Germania e che ha reso il 210 di Steilshooper Strasse un luogo di culto per tutti i tedeschi appassionati di calcio. Al minuto 84, infatti, il terzino dell’Inter si incarica di battere il rigore fischiato ai suoi dall’arbitro messicano Codesal Méndez. Il risultato è fermo sullo 0-0, davanti a Brehme c’è Sergio Goycochea, portiere argentino protagonista, con le sue parate, delle sfide terminate ai rigori con Jugoslavia e Italia. Il biondo difensore tedesco prende la ricorsa e segna. 1-0, Argentina battuta e Germania, tutta, in festa.

Oggi, come detto, il Wilhelm-Rupprecht-Platz non esiste più: il BU gioca le sue partite un centinaio di metri più indietro, nel nuovo stadio di Dieselstraße. Eppure lo stadio dove Brehme ha mosso i primi passi rimane impresso in maniera indelebile nella memoria dei tedeschi, tanto che la rivista 11Freunde l’ha inserito nei 150 luoghi nascosti del calcio tedesco. Il titolo dedicato al trafiletto su questo impianto spiega tutto: “Barmbeker Anfield – Hier übte Andi Brehme den Elfmeter von 1990”. Che tradotto significa: “Qui Brehme si è esercitato per il calcio di rigore del 1990”. Più indimenticabile di così…

Pubblicato da Federico Sanzovo

Neolaureato e aspirante giornalista, scrivo su carta dal 2008. Sono tra i fondatori di Azzurri di Gloria. Mi occupo di blogging, web writing e social media managing. Amo il web, ma il profumo della carta stampata...

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